Lo screening

Affinché la collettività possa beneficiare di un programma di screening per una determinata neoplasia devono essere soddisfatti alcuni criteri:
  1. ci deve essere evidenza di efficacia (riduzione di mortalità e dell'incidenza delle forme invasive);
  2. la malattia deve avere una certa rilevanza sociale (malattia comune ed importante causa di morte e di morbosità);
  3. la popolazione bersaglio deve essere chiaramente definita ed identificabile;
  4. il livello di partecipazione deve essere elevato (a tal proposito vanno adottate specifiche iniziative di incentivazione della risposta all'invito);
  5. si deve disporre di un test di screening accettabile per la popolazione, accurato, innocuo ed efficiente; il test, inoltre, deve avere un'alta sensibilità ed un'alta specificità;
  6. deve esistere un protocollo convalidato di richiamo periodico per i negativi allo screening;
  7. per i positivi allo screening deve essere disponibile un protocollo sia di diagnosi sia di terapia;
  8. per i soggetti risultati affetti dalla malattia lo schema di follow-up dopo la terapia deve essere ben codificato;
  9. prima di iniziare il programma si devono avere a disposizione risorse umane, organizzative ed economiche adeguate sia per gli approfondimenti diagnostici sia per il trattamento chirurgico, radiante e medico;
  10. l'intero programma deve essere sottoposto a controlli di qualità sia per gli aspetti tecnico scientifici sia logistico organizzativi.
Il beneficio più rilevante dello screening è dato dalla riduzione di mortalità per quella neoplasia : donne che sarebbero morte per la malattia, grazie alla diagnosi della malattia in fase precoce, ne sono, invece, guarite. Un secondo beneficio è rappresentato dell'impiego di trattamenti chirurgici più conservativi e dalla non necessità di ricorrere a terapie mediche aggressive. Da non sottovalutare l'aspetto psicologico di rassicurazione nei soggetti risultati negativi al test di screening. Infine la riduzione dei costi legati ai trattamenti più aggressivi e alla minore frequenza di malattie in fase terminale.
Centro Regionale di Prevenzione Oncologica (CRPO)
Dipartimento di Oncologia ed Endocrinologia Molecolare e
Clinica dell'Università Federico II di Napoli, Via Pansini 5

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