La prevenzione secondaria



Vi sono due possibili strade da percorrere per questa prevenzione:
  1. vigile attenzione sui sintomi iniziali della malattia ("early detection");
  2. scoperta della malattia in pazienti asintomatici ("screening").
Numerose sono le differenze tra i due approcci. La diagnosi precoce è rivolta al singolo paziente sintomatico o asintomatico che si rivolge spontaneamente al medico. Un programma di screening, per contro, è un intervento di sanità pubblica offerto attivamente (cioè con un invito attivo) ad una ben definita popolazione asintomatica che potenzialmente, per le sue caratteristiche di rischio, è in grado di beneficiarne. La prima richiede un continuo stato di vigilanza sui sintomi precoci di malattia, tanto da parte del paziente, quanto da parte degli operatori sanitari. Il secondo richiede l'organizzazione di un programma complesso, in cui ciascun soggetto della popolazione bersaglio è invitato periodicamente ad effettuare "test di screening" offerti dal sistema sanitario.

è chiaro che lo screening conduce, almeno in teoria, ad una maggiore anticipazione diagnostica e, sebbene fortemente impegnativo in termini di costi e sforzo organizzativo, rappresenta un obiettivo auspicabile. è dimostrato che la migliore prevenzione secondaria si ottiene proprio prendendo parte a questi programmi di screening, data la presenza di meccanismi che consentono un continuo controllo di qualità dell'attività. è auspicabile, pertanto, l'adesione a tali programmi nelle aree in cui essi sono stati avviati.
Centro Regionale di Prevenzione Oncologica (CRPO)
Dipartimento di Oncologia ed Endocrinologia Molecolare e
Clinica dell'Università Federico II di Napoli, Via Pansini 5

CRT